La Meizoun de Barbamarc - Agriturismo FrancoProuvensal

VIVRE FRANCOPROVENSAL

Riflessioni

La vita del montanaro odierno non è più dura come nel passato ma presenta comunque molte difficoltà rispetto a chi vive in città o pianura.
La vita del contadino in montagna non è possibile, noi vogliamo vivere a casa nostra, sulle nostre montagne ma nelle condizioni dignitose e con tutto quello che la società odierna può offrire.
È vero, con due mucche, l'orto, la frutta una famiglia può vivere, vivere come vivevano i nostri avi, se la stagione era propizia riuscivano a comprare le scarpe nuove per la festa del paese!
"Io voglio vivere da montanaro, ma da montanaro del 2007! Voglio navigare su internet a banda larga, voglio dare tutto quello che la società moderna può offrire di buono per i miei figli, voglio permettergli di studiare e anche andare a teatro..."
La sola agricoltura in montagna non permette un reddito per vivere dignitosamente, bisogna per forza trovare soluzioni alternative che con le giuste tassazioni permettano la vita sui nostri monti, la pluriattività è la soluzione che da molti anni hanno adottato diverse realtà alpine.( non l'Italia).
Non basta una forte identità culturale, l'amore per il proprio territorio se non hai reddito per vivere!
L'indirizzo dell'unesco negli aiuti ai paesi del terzo mondo indica l'utilizzo della cultura e della tradizione per interventi sensati sul territorio e creare lavoro e reddito, possiamo sicuramente applicarlo anche per la nostra montagna! Invece utilizzeremo la protezione civile per la mantenerla.
Il montanaro era contadino, muratore, falegname, boscaiolo ora può essere fotografo, scrittore guida alpina, informatico, ma deve poterlo fare....la consapevolezza del proprio passato la connotazione culturale porta ad essere orgogliosi del proprio territorio, alla gioia di viverci ed al piacere di tramandare tutto questo ai figli. Sicuramente per arrivare a questo bisogna rivedere lo "status giuridico" del contadino di montagna.
Il vivre francoprovensal è un tema culturale!
Non è un discorso di autonomia o di separatismo ma è la voglia di rimanere su di un territorio vivo e non recuperare un passato nostalgico da regalare ai turisti. La montagna non è un parco giochi per il sabato e la domenica, esiste anche per tutto il resto della settimana. Bisogna conoscerla per rispettarla e l'etica del vivre francoprovensal parte da questi presupposti non rievocazioni storiche ma vita quotidiana intelligente!
Le tracce dei nostri antenati sono visibili e sempre presenti, ci hanno consegnato la nostra terra, non dobbiamo lasciarla scivolare a valle! Ci hanno dimostrato di vivere con la natura e non della natura. La montagna ci costringe ad una continua lotta ma questa è perseguita con il massimo rispetto, per la flora, la fauna, per ogni aspetto che appartiene a noi stessi.
Il montanaro è da sempre ambientalista, ma nel senso alto del termine, l'animale lo ha sempre aiutato, il nostro amore per gli animali è infinito, ma senza umanizzazioni e falsi meccanismi dettati dalle mode, ogni volta che si abbatte un albero secolare, si prega, gli si chiede perdono e sempre si programma l'esistenza di un suo erede.
Le grandi opere moderne, dighe, trafori e strade sono state sempre e solo speculazioni, hanno seccato le sorgenti, prosciugato i corsi d'acqua, hanno desertificato la nostra valle!
Solo la perfetta conoscenza del territorio permette una giusta gestione e solo il vecchio contadino conosce veramente i segreti della sua terra e vuole davvero il suo bene. Tutto questo Barbamarc lo vuole condividere, noi amiamo il vecchio termine contadino, non ha poesia il suo recente sostituto "imprenditore agricolo" e non sappiamo se condivide il nostro pensiero...
Siamo orgogliosi della nostra tradizione gallo-celtica e la viviamo ancora nel quotidiano, i riti pagani e le antiche credenze con le adorazioni della natura si mescolano ai riti religiosi.
Per molto tempo le nostre feste si sono ripetute uguali, forse senza conoscere e cercare il perché di queste danze, di queste processioni, ora la consapevolezza è certa, le feste religiose del calendario ricalcano gli antichi riti che si perdono nella notte dei tempi. Ancora ci legano alla terra.
Da noi evocano ancora tutta la magia originale ed il grande rispetto ne rende forza e continuità nel quotidiano. Spadonari, priore, bran.... conoscenze di un mondo antico,orgoglioso e forte attuale più che mai nella vita quotidiana.
Vivre francoprovensal vuole dire anche camminare piano, rispettare i ritmi della natura e riflettere! Rompere la frenesia dei ritmi moderni, la competitività esasperata e l'esteriorità obbligatoria.
La sosta alla mèizoun rende partecipe ad uno stile di vita, ad una alimentazione sana, al rispetto reciproco, alla salvaguardia del bene più importante che abbiamo... noi stessi e la terra!

Continua...
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